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Projects site-specific

"Grado zero"

Terra Madre - Coazione a Ripetere

A cura di Giovanni Barbera e Sandro Sale

Cinema Ariston Bitti (NU) 24/25/26 maggio 2014, di SPS&GWL "15 ore di sperimentazioni sonore e 180 presenze ": Video (performance), Azione d'arte partecipativa.

"Mettete a confronto una vostra fototessera della carta d'identità di oggi con una di 10-15-20 anni fa. Vi accorgerete che li sfonda come una forza centripeta il grado zero, non solo, noterete come negli anni la stessa fototessera vi proponga un immagine di voi in un grado zero differente. In quell' immagine è rappresentato il vostro io come "altro da sé", nel tempo plasmato. Ecco il grado zero non è pura entità fisica/materiale, ma la parte interna riconosciuta come l'io".

"La realtà è come un cristallo che brilla di luci, che ha origine da una base che tutti possediamo e che la riflette come uno specchio: la mente.(La danse de la réalité- Chili-France, 2013 -Alejandro Jodorowsky )

Il tempo che vive lo spazio, distingue l’atto dall'azione come ha sempre sostenuto a gran voce Carmelo Bene nella sua non-esistenza, quindi estremo appartenente allo spettro del grado zero. L’ampio raggio di un evoluzione o involuzione non vuole rappresentare, ma presentare il “Grado Zero”, attraverso uno spazio sinestetico, una camera oscura dove i sensi debbono ritornare ad essere vere e proprie protesi della nostra mente. In questa oscurità esplode il grado zero di riappropriazione di una primordialità perduta, in cui la nostra non-esistenza fisica è avvalorata dal principio di un buio “aperto” quindi fruibile attraverso un lavoro esclusivamente mentale- sinestetico-sintetico. In uno spazio, vive un tempo de-finito, ciò che gli artisti e i fruitori dell'Environment, sono chiamati a fare è un complesso e articolato compito di astrazione (“ab-s- traho”, tirar fuori, metter in evidenza alcune caratteristiche di un corpo). L’atto che conferma il lavoro mentale a cui siamo chiamati, organico e inorganico si scontrano creando una “bolla” come un BIG-BANG e nella sua sintesi riaffiora la forza della Terra Madre riconducibile ad una storia contro ogni storicismo fine a se stesso; ma essa è la nostra storia lì ad un soffio, anzi ad una goccia da noi, bisogna solo ricordarla. Ricordiamo di essere stati, questo è già parte di un atto performativo inconsapevole di un qui e ora Il ricordo è vivo, ma non è materialmente visibile o lo è nella modalità di un deja vù continuo, costantemente astratto 1. Un percorso noumenico, immateriale ma che non esclude la materia, ma il noumeno come prassi primordiale per approdare al fenomeno. Una costante ricerca di un essere nella non-esistenza materiale che si trasforma in materiale, solo dopo che ognuno di noi avrà varcato la soglia di uno spazio costruito in precedenza nella de-costruzione, scardinando le ovvietà, dove il confine labile tra Heimlich e Unheimlich può travolgere- sconvolgere oppure creare congetture stabile e prese di coscienza od incoscienza. Il nostro io come altro da sé sarà la nostra luce in questo progetto di presenza- assenza, come il buio è il correlativo oggettivo della luce.

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ENVIRON-(MENTAL) 2014

“De-costruzione dell’immagine interna”

A cura di:

Giovanni Barbera


Environ-mental è un progetto site-specific realizzato per la città di Fornovo (Parma). Nella costruzione di un environment fruibile nella sua totalità,vengono gettate le fondamenta su cui poter mettere a confronto l’artista stesso con il fruitore e l’ambiente. Il fruitore è chiamato a partecipare, a vivere lo spazio per tutto il tempo necessario, utile allo svolgimento di un lavoro mentale. L’environment è a sua volta suddiviso in tre ambienti distinti l’uno dall’altro, ma inevitabilmente interconnessi fra loro da una scelta noumenica e che in essa si risolve. Il primo ambiente totalmente oscurato, vede la proiezione a parete di un video performance dello stesso artista, con cui il fruitore dovrà interagire, entrare nella dinamica quotidiana di una Coazione a Ripetere, perciò in uno strato interno che richiama il proprio inconscio, il proprio “io” come “altro da sé”.

 

Un secondo ambiente prende la forma circolare, simbolo di ri-generazione, vita, quindi elementi di vita organica, in questo spazio il concetto di astrazione, di sintesi s’incrementa a tal punto, che al centro sono state create dall’artista, tre piccole montagne di Madre Terra, dove sopra di ognuna, è collocato un televisore vecchia generazione. Il progetto vuole connettere il mondo organico a quello inorganico ma non solo, in questo secondo ambiente vi è l’incontro fra l’elemento primordiale e quello tecnologico ed è caratterizzato da una luce verde, richiamo ad un giardino ideale ma nella sua sintesi e metodica astrazione.

(“ab-s-traho”, tirar fuori, metter in evidenza alcune caratteristiche di un corpo)!

La circolarità del secondo ambiente è mantenuta al suo interno da alcuni cuscini poggiati a terra, col compito non solo di circondare gli elementi primordiali e tecnologici, ma di invitare il fruitore a sedervisi proprio per ritrovare il percorso che lo rinvii al suo “grado zero”, di un ritrovato primordio. Il terzo ambiente è dato dalla nostra capacità di attuare un vero e proprio lavoro mentale. Si è voluto mettere in atto un processo di de-costruzione della propria immagine interna, necessaria affinché l’ambiente possa essere condiviso con tutti coloro che attraversano questi spazi in un tempo più o meno indefinito. L’invito ancora una volta a nascondendosi nel suono, ritrovando il proprio grado zero, così da poter costruire lo spazio attraverso un processo di de-costruzione per la creazione di una nostra immagine interna più definita.


 

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